Senza titolo

di mapoitorno

Come ci sente quando uno studente della tua universita’ viene arrestato perche’ sospettato di essere un membro di al-Qaeda? Si avverte – molto forte – il peso del fallimento. Perche’ a fallire sei pure tu. Si’, anch’io.  Anch’io in quanto membro del corpo docente. L’attenuante generica de ‘non era uno mio studente’ non regge la prova dei fatti. Cosi’ come non regge l’alibi de ‘sono appena arrivata’. Ho fallito pure io. Perche’, in questi casi, le responsabilita’ sono sempre collettive.

Ti avro’ pure spiegato la storia del Pakistan secondo dopo secondo, ma non sono riuscita ad insegnarti l’essenziale. Non sono riuscita a farti capire che le nozioni, le date e gli eventi si dimenticano. Rimane  cio’ che l’intreccio di vite e di esperienze di uomini e donne d’altri tempi ha elevato a lezione di vita. Rimane il metodo, il discernimento, quell’abilita’ – quasi elementare e, proprio per questo, cosi’ complessa – di distinguere il bene dal male. Rimane quella necessita’ di non fermarsi alle apparenze, dal non lasciarsi abbagliare della luce calda ma soffocante delle ideologie. Rimane la necessita’ di esercitare il diritto/dovere del dubbio, del discutere e del mettersi in discussione. Perche’ a questo serve la scuola. A questo servono i docenti. Nessuno di noi pensa che vi ricorderete le date di tutti i primi ministri, dei colpi di stato e dei presidenti. Siamo stati studenti pure noi. E noi umanisti abbiamo solo una vaga idea del come si risolve un’equazione di secondo grado. Molto vaga. Io, al test Invalsi di matematica di quest’anno, avrei fatto una magra, magrissima figura. Per dire.

In quanto docenti, siamo tutti dei seminatori di dubbi. Abbiamo l’obbligo, il peso e la responsabilità di darvi gli strumenti per crearvi una vostra visione del mondo, di aiutarvi a pensare. Con la vostra testa, non con quella del vate di turno. Abbiamo l’obbligo, il peso e la responsabilita’ di scardinare alle volte anche le vostre certezze. Perche’  i punti di vista sugli eventi sono infiniti. E voi non potete perdervi il fascino e la bellezza di scoprirne anche solo una minima parte.

(Lahore, Autunno 2013)

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